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Gite scolastiche, uno studente su due non le farà

LECCE – Con l’arrivo della primavera si torna a parlare di gite scolastiche: dei viaggi che, per gli studenti che vi partecipano, sono delle vere e proprie esperienze formative e di crescita, e che dovrebbero essere un diritto per tutti gli studenti. Peccato però che non sempre è così. Infatti, a causa dei costi spropositati che talvolta vengono proposti, partire per una gita scolastica è ormai diventato un lusso. “L’edizione del 2024 dell’annuale osservatorio sulle gite scolastiche di SkuolaNet conferma il preoccupante dato dell’anno precedente per cui circa uno studente su due non potrà partecipare alle gite scolastiche – denuncia Nicola Demirev, Presidente di Azione Studentesca Lecce – Il motivo principale? I costi troppo elevati ma non solo. Alle difficoltà di tipo economico si aggiunge un ulteriore problema: la carenza di insegnanti disponibili ad accompagnare i ragazzi. Sono pochi, infatti, i docenti che decidono di proporsi come accompagnatori nelle gite scolastiche, e questo crea sempre più spesso situazioni in cui le classi sono costrette a rimanere a casa, rinunciando così a questo tipo di esperienza. Una situazione, questa, presente anche nel nostro territorio e che merita soluzioni. Vi è un’enorme disparità tra le scuole, anche su Lecce città, dove ci sono alcuni Istituti superiori che si impegnano a organizzare gite scolastiche a misura di studente sulla base degli obbiettivi formativi prefissati, mentre in altre scuole – complice probabilmente l’incapacità di alcuni istituti nell’organizzazione di tali iniziative – molti studenti non potranno proprio partire per i viaggi d’istruzione di quinto anno. Non è accettabile che migliaia di studenti debbano rinunciare a queste opportunità a causa dell’ingente mole di spese da sostenere o per la mancanza di docenti disposti a fare da accompagnatori”.

“Quello ai viaggi d’istruzione – conclude Demirev – è un diritto che va tutelato, per questo Azione Studentesca propone l’introduzione di tetti di spesa da rispettare veramente, dei fondi che permettano anche agli studenti meno agiati di poter partire e, in caso di mancata disponibilità di tutti i docenti, la previsione di un obbligo per il coordinatore di classe di accompagnare gli studenti.”