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Coronavirus, denunciato barbiere di Gallipoli

Continuano i controlli della Polizia di Stato in città ed in provincia per arginare la diffusione del famigerato COVID-19. 

Nell’arco delle ultime 24 ore, sono state controllate centinaia di attività commerciali e moltissime persone, 10 delle quali sono state denunciate. Le giustificazioni fornite dai denunciati agli agenti per sfuggire alla sanzione sono state le più disparate ed inverosimili: a Surbo, tre ragazzi di età compresa tra i 18 e i 23 anni, che alla vista della pattuglia si erano allontanati cercando di defilarsi, una volta identificati si sono giustificati sostenendo di essere usciti per acquistare delle mascherine. Nella realtà, la pattuglia era intervenuta perché alcuni cittadini avevano segnalato urla e schiamazzi da parte di un gruppetto di ragazzi nei pressi della chiesa.

A Lecce, un cittadino montenegrino, domiciliato presso il campo Panareo, è stato sorpreso a circolare per il centro storico senza avere una meta precisa e senza saper fornire valide giustificazioni. In realtà, un uomo rispondente alle fattezze fisiche dell’uomo, era stato segnalato mentre si aggirava per piazza Mazzini, cercando di impossessarsi, senza riuscirvi, di una tra le biciclette assicurate ad una rastrelliera.

A Nardò, un giovane galatonese è stato trovato alla guida della propria autovettura mentre circolava senza meta per le vie cittadine. 

A Gallipoli, un geometra del luogo, controllato mentre circolava tranquillamente per le vie cittadine a bordo di una motocicletta, ha giustificato il proprio spostamento asserendo che si stava recando “per ragioni di lavoro” su un cantiere. È stato facile per gli agenti verificare l’infondatezza di tali affermazioni in quanto, non solo il cantiere in questione è stato trovato chiuso, ma il geometra stesso era sprovvisto delle chiavi per accedervi.

Sempre a Gallipoli, due giovani donne di nazionalità bulgara sono state sorprese dagli agenti, in località Li Foggi, una zona notoriamente conosciuta come luogo di prostituzione, sedute sul ciglio della strada e in atteggiamenti che inequivocabilmente facevano intendere quali fossero le reali ragioni della loro permanenza in quel luogo, ossia l’arrivo di potenziali clienti. Tutto ciò, in barba alle più elementari norme igienico-sanitarie, proprio nell’attuale contesto.

Sempre nella cittadina jonica, gli agenti hanno sanzionato anche un barbiere ed il suo cliente sorpresi, come se niente fosse, all’interno della barberia.  Oltre alla sanzione prevista dall’art. 650 C.P., al barbiere è stato imposto di cessare immediatamente l’attività in attesa di avviare la procedura accelerata per la sospensione della Licenza.