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A grandi passi verso l’apertura del nuovo ospedale di Lecce

Il nuovo Dipartimento Emergenza e Accettazione (Dea) vedrà la luce nel primo quadrimestre del 2018. Con l’approvazione della perizia di variante, la numero tre, è finalmente possibile intravedere lo striscione dell’ultimo chilometro per un’opera davvero imponente, fiore all’occhiello della Asl Lecce e di tutta la Sanità pugliese.

Un’opera pubblica caratterizzata da un iter lungo, complesso e complicato che ora, grazie alla perizia approvata dalla Direzione Generale Asl Lecce e sottoscritta dal Consorzio Integra “senza alcuna riserva”, è incanalato verso la discesa, per una conclusione senza ulteriori costi rispetto all’importo finanziato dalla scheda di finanziamento n. 24 dell’Accordo di Programma Stralcio Stato-Regione, approvato con Delibera della Giunta Regionale n. 73 del 08/02/2007. La perizia, infatti, ammonta a 5.994.103,19 euro e “pesca” nelle voci del Quadro Economico di Progetto per “imprevisti” e ed “economie di gara”; tale perizia è stata avallata dalla Regione Puglia, in particolare da parte dell’Assessorato alle Politiche della Salute – Sezione Investimenti in Sanità previa acquisizione di apposito parere da parte dell’Assessorato Politiche per l’Ambiente – Servizio Lavori Pubblici.

Le variazioni progettuali proposte dal Gruppo di Direzione dei Lavori, ritenute ammissibili dall’Ufficio del Rup ed approvate, sono legittimate dalla condizione di circostanza “imprevista” ed “imprevedibile” al momento della progettazione e ritenute indispensabili per elevare la qualità prestazionale dell’Ospedale in costruzione, adeguandolo alle necessità di un HUB di 2° livello e dotandolo delle migliori tecnologie esistenti. Del resto, il nuovo Piano di Riordino Ospedaliero della Regione Puglia – così come le disposizioni subentrate con il  D.M. 70/2015 e le indicazioni fornite dal Piano Operativo di riqualificazione del SSR – è temporalmente successivo al progetto del nuovo ospedale leccese.

Il Dea nasce da un progetto dotato di un finanziamento da 117 milioni di euro  (aggiudicato per circa 62 milioni di euro per lavori, servizi di progettazione esecutiva e forniture), pensato e progettato come plesso a sé stante all’interno del perimetro del “Vito Fazzi” ma che, progressivamente, ha cambiato volto e “mission”. Non più propaggine del “Fazzi” ma sostanzialmente un ospedale di nuova concezione ad alta specializzazione in Area Critica, dotato quindi di un Pronto Soccorso con aree di osservazione breve, Terapia Iperbarica, Chirurgia d’urgenza, Centro traumatologico con Ortopedia dedicata, Stroke Unit e, in ultimo, Centro Cuore.

Il cambio di passo impresso dalla Direzione Generale nel giugno scorso ha, di fatto, dato un impulso diverso al progetto mettendovi a capo un nuovo responsabile unico del procedimento (Rup), l’ingegnere Carmelo Negro, affiancato sul versante amministrativo dalla dottoressa Laura Casto e su quello tecnico dall’ing. Massimo Marra.

Un’accelerazione che ha consentito prima di approvare la variante numero due (senza alcun aumento contrattuale), originata dalla necessità di stralciare le apparecchiature legate al vecchio disegno progettuale e di inserire quelle funzionali alla nuova impostazione, poi con l’approvazione della terza perizia ha tracciato la strada per la progettazione della quarta ed ultima variante. In parallelo, infatti, è in corso di approvazione la progettazione del Centro Cuore che occuperà l’intero terzo piano del Dea.

Un’innovazione scaturita da un’idea del Direttore Sanitario, Antonio Sanguedolce, sposata con entusiasmo dal Direttore Generale Silvana Melli proprio per dare un valore aggiunto ad una struttura di vera eccellenza che, una volta finita, sarà un “unicum” nel panorama sanitario del territorio. Il Centro Cuore avrà come fulcro la “sala ibrida”, una sala operatoria innovativa e versatile capace di integrare in un approccio multidisciplinare le discipline di Cardiochirurgia, Emodinamica, Elettrofisiologia e Chirurgia Vascolare e Toraco-Polmonare.

Ogni tassello, insomma, sta andando al suo posto. Compreso il “Piano di completamento” sottoscritto dal Consorzio Integra, che si è impegnato a completare entro la fine dell’anno, oltre alla grande hall d’ingresso, le 12 sale operatorie, le degenze adiacenti e le terapie intensive dedicate, vero e proprio biglietto da visita del Dea.